Un nuovo, splendido organo
per la nostra comunità.
Uno dei più bei salmi che recitiamo è
certamente il salmo 150:
"Lodate Dio nel suo santuario...,
Lodatelo
a suon di corno,
Lodatelo con arpa e cetra.
Lodatelo con timpano e danza,
Lodatelo con strumenti a corda e
flauti.
Lodatelo con cembali risonanti. Alleluia".
Le immagini espresse da questa
bellissima preghiera sono riprese, con minor suggestione ma con altrettanta
incisività, dal Concilio Vaticano II che afferma:
"La tradizione
musicale della Chiesa costituisce un patrimonio di inestimabile valore (...)
parte necessaria ed integrante della Liturgia solenne (...) perciò la
musica sarà
L’organo si inserisce alla perfezione in questa tradizione, tanto che ancora il Concilio Vaticano II incoraggia nella Chiesa latina l’utilizzo di questo strumento a canne, in quanto il suo suono è in grado di esaltare lo splendore delle cerimonie liturgiche.
Ebbene, la nostra comunità gode della fortuna di inaugurare un bellissimo organo, che gli esperti considerano ottimo anche dal punto di vista tecnico. Ed è proprio apprezzandone le caratteristiche tecniche che viene in mente una considerazione. L’organo è formato da migliaia di parti (registri, canne, elementi di trasmissione) che prese singolarmente sembrerebbero insignificanti. Eppure il suono che riescono ad esprimere nella loro totalità è stupendo. E forse non è un caso che le note dell’organo siano considerate le più adatte alle celebrazioni ecclesiali. La comunità
cristiana dovrebbe essere stimolata dal suono di questo strumento e rendersi conto che soltanto il contributo armonioso di tutte le sue parti le consente di manifestare l’unità nella diversità. Secondo la parola di San Paolo, Cristo è come un corpo che ha molte parti: tutte le parti, anche se molte, formano un unico corpo: "Ora voi siete il corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte".Dio ha assegnato a ciascuno il proprio posto nella Chiesa (1 COR 12, 12 e 27-28). Non c’è dubbio che il nostro stupendo organo rappresenti allo stcsso tempo un’opportunità ma anche una grossa responsabilità. L’opportunità consisterà nel fatto che avremo occasione di partecipare a celebrazioni che indubbiamente ne riceveranno un notevole contributo in splendore. La responsabilità, non poco gravosa, ci toccherà tutti in prima persona: come giustificare un organo così splendido, se non con una comunità capace di dare un’immagine di sé altrettanto mirabile, capace quindi di essere armoniosa nel contributo di tutte le sue parti e soprattutto attenta ai bisogni del prossimo? Soltanto con questo impegno potremmo anche noi orgogliosamente proclamare:
"Un grandioso organo per una autentica comunità cristiana".
Giuseppe Marsocci